Una prima riflessione si impone sulla scelta del modello agricolo di riferimento. Non si tratta di scegliere tra biologico e convenzionale, ma di scegliere tra sistemi alimentari che sottointendono rapporti diversi tra produttori e consumatori, tra imprenditori e dipendenti, tra soggetti diversi della filiera che dal campo porta alla tavola. Un primo blocco di dati lo si ritrova, già ampiamente organizzato, nel rapporto sullo spreco alimentare redatto da ISPRA e pubblicato nel 2018. Le ricadute del modello implementato sono plurime, dall'inquinamento dei suoli, alle emissioni di gas di serra, dalla contaminazione delle acque alla produzione di rifiuti.
Nello studio si trovano una serie di informazioni anche sui possibili scenari e sui diversi impatti attesi, almeno rispetto al problema dello spreco, dei diversi orientamenti dei diversi modelli.
"Oltre alle azioni di recupero e riciclo delle eccedenze, lo studio evidenzia la necessità di dedicare maggiore attenzione alla prevenzione strutturale per ridurre a monte la formazione delle eccedenze e i conseguenti sprechi."
Dal link qui sotto è possibile scaricare lo studio completo.
http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/spreco-alimentare-un-approccio-sistemico-per-la-prevenzione-e-la-riduzione-strutturali-1
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